Allez au contenu Allez à la navigation

Sole per tutti

Conoscere i rischi che implica l'esposizione solare per proteggersi al meglio

SOLE PER TUTTI
Condividi

Tutto il mondo ama il sole, fa bene all'animo, dona energia e permette all'organismo di sintetizzare la vitamina D, essenziale per assimilare il calcio. Favorisce anche la secrezione di melatonina, l'ormone del benessere. Questi sono gli aspetti positivi. Tuttavia, l'altra faccia della moneta è abbastanza grave: l'esposizione all'irradiazione solare ha numerose conseguenze dannose per la pelle e la salute. Un atteggiamento responsabile si associa, necessariamente, ad una protezione solare efficace, che deve adattarsi in funzione delle radiazioni solari e al tipo di pelle. La pelle dei bambini, come anche le pelli irritate o danneggiate, necessitano di una protezione specifica, perché le macchie o le cicatrici potrebbero scurirsi sotto il sole.

 

Sommario
  1. Come funzionano le radiazioni solari ?
  2. Perché è importante proteggersi dal sole ?
  3. Qual è l'impatto del sole a seconda dei tipi di pelle ?
  4. Come funziona l'abbronzatura ?
  5. Come agiscono le creme solari ?
  6. Quali conseguenze ha il sole sull'invecchiamento ?
Pelle esposta al sole

Come funzionano le radiazioni solari ?

Il sole emette un'infinità di radiazioni luminose con una longitudine di onda differente, da molto corte a molto lunghe che si classificano in raggi cosmici, raggi di gamma, raggi X, raggi ultravioletti (UV), che sono formati dagli UVC, UVB e UVA, i raggi visibili, gli infrarossi e le onde radio. La parte più pericolosa delle radiazioni solari è filtrata dall'atmosfera.

Due parti su tre di queste radiazioni arrivano sulla Terra, però i raggi cosmici, i raggi gamma, i raggi X e gli UVC sono incompatibili con la vita e non arrivano alla superficie. Le radiazioni che arrivano a noi (UVB, UVA, raggi visibili e infrarossi) hanno un'influenza sull'organismo. I raggi infrarossi emettono calore, sono quelli che provocano la sensazione di calore sulla pelle, al contrario degli UVB e UVA, che sono freddi e invisibili, che però esercitano un'importante azione biologica.

 

Perché è importante proteggersi dal sole ?

La radiazione solare ha effetti distruttivi sulla pelle; tali effetti vanno da eritemi solari (le scottature del sole) all'accelerazione dell'invecchiamento cutaneo ai tumori della pelle. L'esposizione solare è la prima causa di tumori della pelle, la conseguenza più grave dell'irraggiamento, anche se si devono considerare i rischi delle scottature, l'insolazione, la fotosensibilizzazione, lesioni oculari e allergia solare.
 

  • L'epidermide trattiene l'85% dei raggi UVB e solo il 15% arriva al derma. La quantità dipende dal periodo dell'anno, dalla latitudine e dall'ora del giorno. Sono questi fattori che fanno in modo che ci abbronziamo e ci "bruciamo", che è un segnale di allarme naturale della pelle che sta a indicare un'eccessiva esposizione ai raggi UVB. L'effetto più temuto dei raggi UVB a lungo termine è lo sviluppo di tumori.
     
  • Gli UVA penetrano profondamente nella pelle perché il 50% dei raggi UVA arrivano al derma. Sono presenti tutto l'anno e passano attraverso le nubi e i vetri. Sono i responsabili dell'invecchiamento cutaneo (fotoinvecchiamento) e portano alla formazione di radicali liberi che attaccano le strutture cellulari e il DNA. Hanno effetto cancerogeno, anche se in misura minore degli UVB. 
     
  • La radiazione ultravioletta dipende dalla superficie della Terra, che contribuisce a diffonderli: le neve riflette intorno all'80% dei raggi UV, la sabbia il 15%, l'acqua il 25%. A 40 cm di profondità sotto l'acqua, l'esposizione ai raggi UV è ancora del 40% rispetto alla superficie. 
     

Gli UVA e UVB sono i responsabili dei tumori alla pelle, perché indeboliscono le difese immunitarie della pelle e provocano uno stress ossidativo importante, a volte causano anche lesioni al DNA, che potrebbero scatenare la comparsa di cellule cancerogene.

 

Qual è l'impatto del sole a seconda dei tipi di pelle ?

Non tutte le pelli reagiscono allo stesso modo al sole, perché ogni individuo ha una fotosensibilità propria, in base al suo fototipo. Il fototipo è la qualità di risposta di una persona ai raggi solari. Esistono sei fototipi determinati nella loro funzione per il colore della pelle, il colore dei capelli, la presenza o meno di lentiggini, la suscettibilità a soffrire di scottature o , al contrario, di sviluppare un'abbronzatura.
 

Fototipo I: pelle molto chiara (lattea); si scotta sempre sotto il sole, non si abbronza mai, è solita avere molte lentiggini.

Fototipo II: pelle chiara, si scotta sempre sotto il sole, può acquistare un leggero colorito, è solita avere molte lentiggini.

Fototipo III: pelle abbastanza chiara, si scotta di frequente sotto il sole, è solita sviluppare un'abbronzatura da chiara a media, può avere lentiggini.

Fototipo IV: pelle olivastra, raramente si scotta al sole, acquista sempre un'abbronzatura scura, non ha lentiggini.

Fototipo V: pelle scura, non si scotta mai al sole, acquista un'abbronzatura scura, non ha lentiggini.

Fototipo VI: pelle nera, non si scotta mai, non ha lentiggini.
 

Più è chiaro è il fototipo (il III, ma soprattutto II e I), più il fattore di protezione solare deve essere alto.

 

Come funziona l'abbronzatura ?

Si sviluppa essenzialmente a causa dei raggi UVB sotto il sole "naturale". È un meccanismo di adattamento, di difesa della pelle contro l'aggressione che il sole rappresenta, però non è per niente uno scudo impenetrabile. Il fatto di avere la pelle abbronzata spesso protegge dalle scottature, però non per questo ci si deve esporre in modo immoderato, in quanto gli effetti a lungo termine possono essere molto dannosi (soprattutto tumori alla pelle).

L'esposizione solare attiva i melanociti, che sono quelli che producono la melanina per difendersi dall'aggressione solare. La melanina viaggia attraverso la superficie della pelle. Parallelamente, la pelle si ingrossa (aumenta lo spessore della capa cornea), ciò che porta ad un effetto di protezione che si unisce a quello della pigmentazione.

Si deve notare che i raggi solari UVA portano una pigmentazione immediata, che dura poche ore, in modo che più che "abbronzato" si possa parlare di una "ossidazione", visibile subito dopo l'esposizione solare. I raggi UVB sono gli unici responsabili della "vera" abbronzatura, che compare tra i due e i tre giorni dopo l'esposizione e che dura un massimo di tre settimane.

 

Come agiscono le creme solari ?

I prodotti di fotoprotezione hanno la missione di filtrare allo stesso tempo i raggi UVB e UVA, mantenendo un buon equilibrio tra entrambi. Il potere di filtrare è definito da un indice di protezione, l'SPF (Sun Protection Factor). L'SPF deve essere selezionato in funzione del fototipo e del'intensità della radiazione solare (se si va al mare, in montagna).


SPF 6 = protezione bassa 

SPF 15 = protezione media

SPF 30 = protezione alta 

SPF 50+ = protezione molto alta


Bisogna selezionare il prodotto secondo la sua texture, quella che risulta più piacevole e facile da applicare perché va applicata ogni due ore perché ne sia garantita l'efficacia. Ci sono formule resistenti all'acqua o che accelerano l'abbronzatura per ridurre il tempo di esposizione.

 

Quali conseguenze ha il sole sull'invecchiamento ?

Secondo gli specialisti*, l'80% dell'invecchiamento del viso è dovuto all'esposizione solare. Esso è chiamato fotinvecchiamento e si manifesta con rughe profonde, lentiggini e telangiectasie (dilatazione visibile dei vasi sanguigni sotto la pelle). Questo tipo di invecchiamento accelerato ha luogo, per prima cosa, nelle zone esposte al sole con maggior frequenza, come il viso, il dorso delle mani, gli avambracci, il decolletè. Gli UVB e UVA alterano gravemente le cellule della pelle, distruggono il collagene e l'eastina, e possono essere la fonte dello sviluppo di tumori cutanei. Tutte le ragioni sono valide per adottare un'attitudine più sensata in relazione al sole, proteggendosi ad ogni esposizione.


* GilchrestB A et al, Effect of chronologic aging and photoaging: an overwie. , J Am Acad Dermatol, 1989; 21(3 Pt 2): 610-3